1. L’inverno pare ancora in disavanzo.

     
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  3. Addavenì Baffone

    Se tutto va come sembra, pare che da questa crisi, nel giro di tre settimane, avremo il primo Paese dell’Europa occidentale a maggioranza relativa comunista. Della storia. Sì, è la Grecia, a proposito di spezzare le reni.

     
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  5. Il Grande Freddo

    Ecco, dopo essermi beato della vittoria di Hollande, aspettando la sconfitta di Merkel - chi vincerà il Cancellierato nel 2013 è un’altra questione - e l’incognita Italia - sperando che non si ripetano i fasti del 1994 con altri protagonisti, mi pongo il seguente quesito: ma se l’Europa si “socializza”, perché il capitalismo è stato tanto cattivo, chi compete poi con Russia, Cina e India e gli altri BRICKS? Cioé non comprendo il grande piano: si rifa la Guerra Fredda a parti più o meno invertite?

     
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  11. Senza titolo e senza immagine

    Sarei anche un qualunquista, ma questa storia per cui a una persona vengono lesi diritti personali, e l’Europa per bene straparla suo solito e minaccia di boicottare una manifestazione sportiva in tale Paese - che poi tale Paese ha già ricevuto i soldi per finanziarla, la manifestazione - quando poi Pechino 2008 è finita come è finita, puntini di sospensione, e là c’è un discorso problematico perlomeno di quantità sui diritti, puntini puntini.

    Tra una settimana non se ne parlerà più. Tanto a rimetterci sono sempre le vite degli altri.

     
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  13. Se Cristiano Magdi Allam è nato lo stesso giorno di Immanuel Kant, lasciatemi affermare con coraggio che io sono nato lo stesso giorno di Franz Kafka

    Scopro, via Nonleggerlo, che Cristiano Magdi Allam ha pubblicato un articolo su Il Giornale su solite cose intelligenti e spirituali, e che soprattutto (!!!) ci rivela l’illuminazione dell’importanza di consultare Ernesto e Wikipedia, al fine di scoprire chi è nato nel proprio stesso giorno.

    Di seguito, rivelo anche io le eminenze di cui posso compiacermi: Franz Kafka, Tom Cruise, Tracey Emin, Julian Assange e Sebastian Vettel. Giudicatemi per chi sarei potuto essere nel 1883, 1962, 1963, 1971, 1987, sempre che Wikipedia non sbagli.

     
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  15. Coiti interrotti (al solito)

    Volevo scrivere un bellissimo post sul fatto che: in fondo la Germania non sia così meglio dell’Italia, che di qua, che di là, cazzi e mazzi… il tutto mantecato con umorismo di serie uefa. Per cui ho digitato DELETE, perché mi stavo annoiando, mentre scrivevo di inttelliggieenza stile Satira Prefettiva di Michele Serra.

    Insomma, tutta una manfrina per arrivare al pre-testo, di seguito:

    però, stando in Germania, si rivaluta l’Italia. Almeno là la (la) gente si incazza un poco per qualcosa.

    Comincio ad abitare a contratto indeterminato nelle conclusioni ridicole.

    PS: Serra perdonami, ma altaleni genio sconsacrato a idiozia conformista con pericoloso disagio bipolare. Allora mi spiscio con alcuni fumetti disegnati bene da mio fratello piccolo.

     
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  17. Taken with instagram

    Taken with instagram

     
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  19. Prosegue angolo nostalgia di un passato che non c’é

    Una cosa che ho scritto negli anni Zero, senza data, divertente:

    Fin da piccolo ho sempre sognato di vedere l’anno 2000, ma il 2000 è passato e io non me lo ricordo. Ecco, non mi ricordo forse il 2000, forse - perché non riesco ad avere il senso progressivo del tempo, almeno per me.

    Non vedo date storiche, se non il 1981, ultima generazione di eroi e sognatori. Sognatori di che, poi? Del loro intimo, e nell’intimo restino a riposare.

    Vedo un mondo sempre uguale a se stesso, dove ti conviene essere benestante, perché il povero lo fottono, il ricco lo fottono. Povero mondo, come tutti lo conosciamo, e lo conosciamo bene - che viene masticato da chi vuol essere più forte dell’umanità di un uomo.

    Voglio una roccaforte sintetica, contemporanea, che mi preserverà dall’umidità, che mi permetterà ancora di volare, almeno al chiuso. Una gabbia senza amore, senza sesso, senza figa, angolo con sega. Una spirale come un palazzo Farnese, dove io possa andare su e giù con la bicicletta, senza meta e allo stesso tempo con due mete, su e giù.

    Una penna per tracciare un volto senza senso, per far forza alla noia, che è tutta d’un pezzo, che è regina di solstizi ed equinozi, che è un lenzuolo stropicciato nelle notti d’estate.

    Una conclusione ridicola.

     
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